Un itinerario alla scoperta della ricca enogastronomia del territorio, che rappresenta la migliore occasione per entrare in contatto con l’anima di questa meravigliosa regione. Tour alla scoperta dei suoi sapori, semplici e genuini, da abbinare ad un buon bicchiere di vino. Dai bianchi, come il Prosecco, ai rossi, come l’Amarone della Valpolicella, i vini veneti rappresentano un’altra indiscussa eccellenza italiana nel mondo. 

 Wine tour in Veneto 

Vigneti
Vino, Prosecco, Trenitno, Veneto

1° GIORNO: Sulla rotta del Bardolino

La nostra intrigante scoperta della cultura veneta parte dalla particolarità climatica di inverni miti ed estati temperate, che consentono alle uve di maturare in un ambiente privilegiato: è qui che nasce il Bardolino. Andremo quindi nel comune di Bardolino per scoprire le origini di questo raffinato vino color rosso rubino che produce la zona gardesana. C’è tanto da vedere a Bardolino: le antiche chiese, i conventi, la cinta muraria scaligera, di cui resistono Porta Verona e una torre merlata, le ville, i palazzi e i giardini del dominio veneziano. Va notata la struttura “a pettine” del paese con case disposte a file perpendicolarmente rispetto al lago, tipica dei borghi di pescatori. Visiteremo San Zeno, magnifico esempio di architettura carolingia del IX secolo per concessione del re dei franchi Pipino, e, della stessa epoca, la romanica San Severo e San Colombano, quest'ultima nella vicina Cisano. Tappa al Museo del Vino, per conoscere le origini della tradizione, e poi presso una nota azienda locale per assaporare diverse qualità di Bardolino.

 

2° GIORNO: La strada del Valpolicella

Rimaniamo nella provincia di Verona e sul “colore rosso” ma andiamo in Valpolicella, nel distretto formato dai comuni di Sant’Ambrogio, San Pietro, Marano, Fumane e Negrar, dove si producono i celebri Recioto e Amarone. Sant’Ambrogio di Valpolicella, rinomato non solo per il vino ma anche per il marmo rosso che ravviva e dona eleganza ai palazzi veronesi, possiede forse i migliori vigneti di tutta la zona. Salendo in collina troviamo Gargagnago, in cui sono concentrate le aziende più prestigiose dell’area, dove si segnala in particolar modo la tenuta vinicola Alighieri, sorta attorno alla villa che vi costruì il figlio di Dante e che è retta tuttora da un discendente del sommo poeta. Nell’altra frazione collinare di San Giorgio, visita al borgo antico con la magnifica pieve. La “gita dei sapori” prosegue poi per San Pietro in Cariana, dove almeno due sono le attrazioni d’obbligo per il visitatore: l’antichissima pieve di San Floriano (risalente al XII secolo) e la palladiana villa di Santa Sofia. Da notare pure nella zona sono le numerose ville fatte edificare dai nobili veneziani. Il tema delle ville veneziane si estende anche a Fumane dove primeggia Villa Della Torre, che non si sa se attribuire a Michele Sanmicheli oppure a Giulio Romano, ma che in ciascuno dei due casi vanta nobilissime origini architettoniche. Giunti qui bisognerà poi spingersi fino al villaggio di pietra Molina che è uno dei meriti della Valpolicella. Cultura del vino, olivi, natura e monumenti di storia medievale e rinascimentale sono le ricchezze delle contrade di Marano di Valpolicella (da vedere Fasanara e il santuario di Santa Maria Valverde), mentre a Negrar, vasto comune comprendente numerosi centri abitati, vanno visitate le ville Bertoldi, Rizzardi e Quintarelli. Nelle colline tra Verona e Vicenzacraggiungiamo il regno del Soave e del Recioto: vini bianchi di fama internazionale. Il centro d’arte attorno al quale ruota la cultura enologica locale è il borgo medievale di Soave. Del Castello visiteremo la sala del Corpo di Guardia e gli appartamenti dei signori, mentre nelle vie centrali ammireremo la parrocchiale di San Lorenzo (XIV sec.), il Palazzo Scaligero, oggi sede del Comune, Palazzo Cavalli e Palazzo dei Giudici. Sosta nei paesi di Colognola ai Colli (villa Verità-Montanari), Illasi (la palladiana villa Carlotti e villa Peres Pompei Sagramoso), Cazzano di Tramigna (San Pietro), Montecchia di Crosara (San Salvatore), Roncà e Monteforte d’Alpone: tutti centri dediti al vino ma con preziose testimonianze architettoniche e storiche.

 

3° GIORNO: La tradizione dei colli euganei

Raggiungiamo la provincia di Padova, in un’altra zona di grande tradizione enologica e fascino, i Colli Euganei. Qui esistono ben 13 vini DOC, tra cui: Tocai, Chardonnay, Pinot Bianco, Merlot, Cabernet e Serprino. Anche se la vera specialità è considerata il Moscato Fior d’Arancio. Le ricchezze della zona sono tante e di varia natura: da quelle di carattere naturalistico e “paesaggistico” a quelle legate alla storia e all’arte. Una gita sui Colli Euganei mette insieme siti archeologici, rocche e castelli medievali, abbazie e pievi secolari, passando per ville e giardini del dominio veneziano e antichi rustici. A completare il quadro sono la natura rigogliosa e la tradizione del benessere termale: Castello del Catajo a Battaglia Terme, il Castello Cini a Monselice, Villa Vescovi a Luvigliano, il giardino di Villa Barbarigo a Galzignano Terme, l’Abbazia di Praglia e il Museo Geopaleontologico di Cava Bomba a Cinto Euganeo. Visiteremo poi il Medioevo di Este e quello di Arquà Petrarca (dove si trovano la dimora e le spoglie del grande poeta trecentesco) e il comune di Abano Terme.

 

4°GIORNO: La strada dei vini DOC Lison Pramaggiore

Ci dirigiamo verso il confine col Friuli-Venezia Giulia, nella provincia di Venezia. La particolarità del terreno ha favorito fin dall’antichità la pratica della viticoltura. Ad eccellere sono Cabernet, Merlot e Tocai, ma vi sono anche esclusive locali quali il Malbech, un tipo di rosso francese molto raro. I comuni che appartengono a questa zona nevralgica della produzione enologica nazionale vantano storie antichissime e monumenti di enorme importanza. Arriviamo a Portogruaro, che include pure la frazione di Lison, patria del Tocai Classico. Avvolta dal fascino veneziano, Portogruaro è conosciuta anche come la “Città dei Portici”. Ne vedremo l’anima più antica, ossia quella rappresentata dal Palazzo della Loggia: splendido edificio duecentesco in laterizio con merlatura ghibellina e doppia fila di finestre. Nel retro della loggia si trovano l'antica pescheria e due mulini del Quattrocento. Di rilievo storico e tappe pressoché obbligate del percorso enologico sono anche i centri di San Stino di Livenza, Caorle (vera e propria città d’arte rinomata anche per la gastronomia a base di pesce), Pramaggiore e San Michele al Tagliamento.

 

5° GIORNO: La terra del Prosecco

Si arriva nell’alta Marca Tervigiana, dove da 100 anni si produce il celebre Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene: spumante d’eccellenza. Il turismo gastronomico vai di pari passo con quello culturale. Edifici, monumenti e resti di un glorioso passato storico, anch’esso a sua volta beneficiato dalla cornice di verde e dai dolci declivi della zona. Conegliano, la nostra prima tappa, è stata per secoli una roccaforte militare, poi passata sotto la Repubblica Serenissima iniziò la produzione di olio e vino, l’artigianato in generale e gli scambi commerciali. Oggi Conegliano è una delle due città del vino Prosecco (insieme a Valdobbiadene) ed è sede della storica Scuola Enologica. Da Conegliano parte la Strada del Vino Bianco che arriva sino a Valdobbiadene. Oltre alle uve per il prosecco, viene comunque prodotto dell’ottimo rosso. La cittadina d’arte ha il suo fulcro attrattivo lungo la via principale XX Settembre, percorsa da portici e da palazzi antichi affrescati ed in stile gotico-veneziano. La più grande opera d’arte di cui è in possesso è la Pala di Cima da Conegliano della “Vergine con Bambino e Santi” nel Duomo. Le altre città del vino: San Pietro di Feletto (con la sua splendida pieve romanica), Refrontolo, Pieve e Farra di Soligo, con le loro antiche dimore e ville veneziane, e, dulcis in fundo, Valdobbiadene: città del Vino che ha in San Pietro di Barbozza la produzione del Superiore di Cartizze e il più grande numero di aziende di Prosecco. Ogni anno a settembre a villa dei Cedri si tiene la prestigiosa Mostra nazionale degli Spumanti.